Menfi Odierna :: Egitto

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Menfi Odierna

La città del Muro Bianco

Il sovrano Aha (Menes) fu il fondatore di Menfi, inizialmente una fortezza chiamata "Muro Bianco", e del suo tempio più importante, dedicato al dio locale Ptah. Poco dopo, con i faraoni della III dinastia, la città divenne la capitale dell'Egitto e rimase il più attivo centro urbano del paese fino alla fine dell'epoca dei faraoni.

Il nome di Menfi non deriva da quello originario, Muro Bianco, ma da Men-nefru: era il nome egizio, poi trasformato dai Greci in Menfi, di un quartiere costruito a Saqqara per mantenere il culto funerario della piramide del faraone Fiope I della VI dinastia. L'antica Menfi fu costruita su una vasta pianura all'estremo sud del Delta, al confine tra i regni dell'Alto e del Basso Egitto. Si trattava di un luogo strategico per il controllo dei due territori e, per tale motivo, Menfi era chiamata anche la "Bilancia del Doppio Paese". Era logico che il monarca stabilisse la capitale in un punto intermedio tra i due regni, poiché essi erano in tal modo uniti. Menfi non fu solo la capitale amministrativa, ma anche un centro religioso di prim'ordine. Furono costruiti i templi di Ptah e di altri dei, in particolare di Sekhmet, divinità originaria di Menfi e consorte di Ptah, e di Nefertum, il dio del loto profumato, ritenuto loro figlio e che completa la triade menfita. I faraoni della IV dinastia abbandonarono la città e trasferirono la propria residenza 18 km a nord, di fronte alla pianura di Giza. Tuttavia, a partire dal regno di Fiope I (VI dinastia) la città recuperò il suo prestigio. Durante il Primo Periodo Intermedio (2173-2040 a.C.), Menfi cessò nuovamente di essere la capitale, pur rimanendo una delle città più importanti del Basso Egitto. I faraoni della XVIII dinastia le restituirono il suo antico splendore: Ahmose ricostruì il tempio di Ptah e Akhenaten ne edificò uno nuovo. In questa stessa epoca, Menfi ospitò un santuario dedicato alle divinità semitiche Baal e Astarte. Durante il regno di Ramesse II, furono costruiti molti edifici. In seguito, sotto i Tolomei, anche se Menfi mantenne la sua ricchezza, cominciò il declino, davanti al progresso della grande Alessandria. Nonostante tutto, nel corso della storia dell'antico Egitto, i faraoni continuarono a celebrare le cerimonie dell'incoronazione nel suo Palazzo Reale.

Le rovine di Menfi e la necropoli menfita
Di tanti ricchi edifici, si sono conservate solo le necropoli delle dinastie menfite e le piramidi di alcuni sovrani del Medio Regno. Gran parte delle costruzioni della città, in particolare il tempio di Ptah, fu utilizzata per edificare el-Fustat, situato nell'attuale quartiere cairota di al-Saida Seinab. All'epoca dei mamelucchi, la rottura degli argini che proteggevano la città ne accelerò la scomparsa. All'inizio del XIX secolo, le ricerche degli archeologi hanno permesso di scoprirne l'antica ubicazione. I resti della città di Menfi sono situati a Mit Rahina, una località a 30 km a sud del Cairo. Riuniti in un recinto moderno, si possono ammirare diverse statue, stele e sarcofagi, rinvenuti tra le rovine, tra cui spicca il colosso di Ramesse II, eretto davanti alle porte del tempio di Ptah. Un secondo colosso di granito rosa, trovato vicino al primo, fu trasportato nel 1955 nel piazzale della stazione del Cairo. Continuando la visita, si possono vedere frammenti di lapidi dell'epoca di Ramesse II e una stele su cui è inciso un decreto di Apries, della XXVI dinastia. A poca distanza si trova una sfinge di alabastro, di 80 tonnellate, probabilmente del tempo di Amenhotep II. All'altro lato della strada maestra, vi sono i resti delle tavole di imbalsamazione dei tori Api, durante la XXVI dinastia. Una piacevole camminata in direzione ovest, verso il villaggio di Mit Rahina, permette di ammirare l'ubicazione del tempio di Ptah, di cui rimangono solo le basi delle colonne e alcuni muri.

Le rovine dello splendente passato dell'antica metropoli sono poco spettacolari, a eccezione della necropoli menfita, attualmente formata dai seguenti villaggi, enumerati da nord a sud: Abu Rauash, dove si trova la piramide di Didufri, della IV dinastia; Giza, il settore più importante, con le tre famose piramidi di Cheope, Chefren e Micerino, i suoi templi funerari e la celebre Sfinge, tutti della IV dinastia; Zauiyet el-Aryan, a nord di Abusir, dove sorge la piramide attribuita a Khaba, della III dinastia; Abu Gorab, con il tempio solare di Niuserre, della V dinastia; Abusir, dove si trovano le piramidi di Sahure, Neferirkare e Niuserre, della V dinastia; Saqqara, la zona più vicina a Menfi e la più ricca di mastabe e piramidi delle prime dinastie; Dahshur, con la piramide rossa e quella romboidale, fatte costruire da Snefru, della IV dinastia, accanto alle piramidi di Amenemhet II, Sesostri III e Amenemhet III, della XII dinastia; il settore di Heluan, lungo la sponda orientale del Nilo, di fronte a Menfi, dove gli scavi hanno portato alla luce un'interessante necropoli civile con più di 10.000 tombe del Periodo Tinita, della I e della II dinastia. I resti della città del Muro Bianco sono scarsi, sebbene proseguano gli scavi e gli studi, con eccellenti risultati dal punto di vista storico e archeologico. Il colosso di Ramesse II, alto 13 metri prima di perdere le gambe, vale da solo la visita al palmeto di Mit Rahina, dove rimase semisepolto per secoli. Fu scolpito più di tremila anni fa in un unico blocco di pietra silicea. Oggi è protetto da una costruzione di cemento.




http://egitto.katia.com/una_piazza_nel_centro_di_menfi_im_18389.htm
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